Categoria: Guide e Consigli

Sigilli contatore gas

Se hai appena cambiato casa ed hai richiesto un subentro, potresti trovare il contatore del gas bloccato con dei sigilli. Questi vengono messi a seguito di morosità, e vanno seguite delle precise indicazioni per richiederne la rimozione.

Tra i diritti del fornitore c’è quello di sospendere l’erogazione della fornitura del gas, nel caso le bollette non pagate non fossero saldate nei tempi e nei modi stabiliti dal contratto. Ciò nella pratica avviene sigillando il contatore del gas.

Sigilli contatore gas: quando vengono posti?

L'intervento di chiusura del contatore è una procedura che può essere applicata nel caso di contatori non elettronici, tuttora quelli maggiormente diffusi tra le abitazioni.
Viene attuata su richiesta del fornitore, a seguito di comunicazione scritta dove viene specificato il termine ultimo per il saldo di alcune bollette insolute. Se il pagamento non viene ricevuto, il fornitore può richiedere al distributore la chiusura del contatore con i sigilli. Il nuovo inquilino di un appartamento, ignaro dei sigilli sul contatore, potrebbe trovarsi in questo inconveniente all'inizio della locazione.

Contatore gas bloccato: le indicazioni per riattivare la fornitura

Se il contatore gas è bloccato, ti ricordiamo che è assolutamente vietato intervenire autonomamente per togliere i sigilli. Rimuoverli è considerato alla pari di un furto e pertanto si incorrerebbe in un reato penale. Per riattivare la fornitura va inviata richiesta al fornitore, via raccomandata o via email, con allegato la ricevuta di pagamento a saldo, a seguito della quale verrà programmato l'intervento del tecnico.
Quando è un nuovo inquilino
a chiederne la rimozione, non è necessario provvedere al saldo delle bollette del precedente intestatario, se non vi è parentela. Basterà inviare una dichiarazione al fornitore e procedere poi con una voltura, cioè la variazione dell'intestazione.

I tempi effettivi per la riattivazione della fornitura del gas, in caso di subentro, sono di 2 giorni feriali per il fornitore, che durante questo termine deve inoltrare la richiesta al distributore, il quale ha un massimo di 10 giorni lavorativi per evaderla.
Se questi tempi non vengono rispettati si avrà diritto a un rimborso, a partire da 35€ a seconda del tipo di contatore e del ritardo.

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